
Eusebeia, i Giochi “alla Greca” dedicati all’Imperatore Adriano dal figlio adottivo Antonino Pio a Puteoli
“Napoli ebbe, unica città d’occidente, il privilegio di celebrare i giochi italici in onore di Roma e di Augusto, pari per la quinquennalità di giochi olimpici e detti perciò isolimpici. E quel privilegio non era tanto dovuto a personale predilezione dell’imperatore o a ragioni di opportunità politica, quanto piuttosto alla sua intatta grecità: che nel generale decadimento dell’ellenismo della Magna Grecia e della Sicilia, Neapolis, ancora greca di lingua, di istituzioni, di culti e di costume di vita, poteva essere considerata, nella prima età dell’impero, la metropoli dell’ellenismo d’occidente.”
A.M.
In effetti la passione per lo sport, che accomunò senza dubbio tutti i centri magnogreci, si era manifestata in città molto prima dell’istituzione, nel 2 d.C., degli Italikà Romaia Sebastà Isolympia, svoltisi almeno fino alla seconda metà del III secolo d.C. talvolta con la presenza o la partecipazione degli stessi imperatori.
Il regolamento dei Sebastà ci è riferito da una iscrizione scoperta durante gli scavi di Antica Olimpia.
Comprendevano gare ginniche e ippiche, i cui vincitori venivano premiati con corone di spighe, e gare musicali e teatrali, che prendevano invece premi in denaro. Alle discipline più tradizionali, nelle quali si confrontarono atleti della Grecia, dell’Asia Minore e dell’Egitto, si affiancavano una corsa acrobatica (apobàtes), una corsa di ragazzi e una di ragazze, evidentemente ammesse a partecipare ai giochi napoletani.
La città, per affrontare l’impegno dei Sebastà, probabilmente ristrutturò o si dotò di tutti gli impianti necessari per la preparazione fisica dei giovani atleti e per lo svolgimento delle gare, e sicura è l’esistenza di uno dei pochi stadi rinvenuti in Italia – privilegio che Napoli condivise con l’antica Pozzuoli – e di un ginnasio che sarebbe stato uno degli edifici pubblici cittadini più grandiosi.
Testo tratto da “L’agonismo dai miti greci al mondo romano” – Edizioni Electa Napoli

Una iscrizione rinvenuta a Via Sant’ Anna alle Paludi e risalente al II sec. d.C. riporta in greco una dedica a Marco Aurelio Ermagora, lottatore di Magnesia al Sipilo, «che vinse 29 agoni sacri e 127 premi in denaro». Le corone a rilievo indicano le diverse vittorie conseguite.

Questo noto affresco proveniente da Pompei raffigura la rissa che, nel 59 d.C., sotto l’impero di Nerone, si scatenò fra Pompeiani e Nocerini in occasione dei ludi gladiatorii, spettacoli molto popolari per il gusto romano. Neàpolis, fedele alle sue radici elleniche, non ebbe mai un anfiteatro, ma il suo Stadio fu davvero imponente.

Il cratere a figure rosse, rinvenuto nella necropoli di Castel Capuano e risalente al IV sec. a.c. rappresenta la corsa con le fiaccole, che non rientrava tra le gare, ma era connessa piuttosto con riti sacrali. La Lampadedromia venne in seguito inglobata nei Sebastà Isolympia.

Questa splendida statua, proveniente dalla Palestra Sannitica di Pompei, raffigura il portatore di lancia e costituisce una delle migliori copie dell’originale in bronzo eseguito intorno al 440 a.C. dallo scultore greco Policleto.

Il frammento bronzeo, pertinente ad una statua di pugilatore, proviene da Ercolano e risale al I sec. d.C. Esso mostra l’avambraccio di un pugilatore coperto da un lungo guanto, tenuto insieme da legacci trasversali, che lasciava scoperte le dita ed era imbottito sul dorso, per attutire la pressione del grosso anello che copre le nocche della mano

La statua, del I sec. d.C., è stata rinvenuta a fine ‘800 in una villa romana presso Sorrento. Il ‘caestus’ e la corona d’ulivo sul capo indicano che si tratta di un pugile vincitore. Sulla base della scultura è inciso il nome dello scultore, tale Koblanos di Afrodisia.

L’affresco, proveniente dalla Casa delle Quadrighe di Pompei, rappresenta una corsa di quadrighe ed era posto in una parete esterna della casa, forse per ricordare una vittoria a tale tipo di competizione, molto amata all’epoca

La coppa attica a figure nere rappresenta i cavalieri al galoppo che si cimentano nella corsa coi cavalli montati, gara che si svolgevail secondo giorno e poteva essere vinta anche dal cavallo “scosso”, come nell’attuale palio di Siena.

Pompei ci ha restituito un completo degli attrezzi di cui si serviva l’atleta prima e dopo le gare. Dall’anello con estremità a testa di cane pendono infatti tre strigili, un arybàllon, ovvero un piccolo contenitore per l’olio ed una patera in bronzo per le abluzioni

L’anfora attica a figure nere proveniente da Cuma raffigura con efficace dinamismo un discobolo nel momento plastico in cui cerca di imprimere forza e velocità al lancio sotto lo sguardo dell’allenatore. Forse era il trofeo del vincitore
Immagini su gentile concessione del MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli, MIC.
Sport e Arti in un evento unico che affonda le sue origini nella storia e identità di Neàpolis.
Competizioni sportive ed artistiche per Scuole e Giovani Talenti e inoltre conferenze, laboratori, spettacoli, rievocazioni.
Mancano all’evento

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Nel 2019 Isolympia è stata inserita quale evento collaterale ufficiale delle XXX Universiadi estive

Nel 2017 ha rappresentato Isolympia presso Antica Olympia in Grecia
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